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II. LA VERGINE MARIA NELLA FORMAZIONE INTELLETTUALE E SPIRITUALE
La ricerca mariologica
23. Dai dati esposti nella prima parte di questa lettera risulta che la mariologia è oggi viva e impegnata in questioni rilevanti nel campo della dottrina e della pastorale. Pertanto è necessario che essa, insieme con l'attenzione ai problemi pastorali via via emergenti, curi anzitutto il rigore della ricerca, condotta con criteri scientifici.
24. Anche per la mariologia vale la parola del concilio: «La sacra teologia si basa come su un fondamento perenne, sulla parola di Dio scritta, insieme con la sacra tradizione, e in quella vigorosamente si consolida e ringiovanisce sempre, scrutando alla luce della fede ogni verità racchiusa nel mistero di Cristo». Lo studio della sacra Scrittura deve essere dunque come l'anima della mariologia.
25. Inoltre è imprescindibile per la ricerca mariologica lo studio della tradizione, poiché, come insegna il Vaticano II, «la sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla chiesa». Lo studio della tradizione si rivela peraltro particolarmente fecondo per la qualità e la quantità del patrimonio mariano dei padri della chiesa e delle diverse liturgie.
26. La ricerca sulla Scrittura e sulla tradizione, condotte secondo le metodologie più feconde e con i più validi strumenti della critica, deve essere guidata dal magistero, perché ad esso è stato affidato il deposito della parola di Dio per la sua custodia e la sua autentica interpretazione; e dovrà essere, all'occorrenza, confortata e integrata dalle acquisizioni più sicure dell'antropologia e delle scienze umane.
L'insegnamento della mariologia
27. Considerata l'importanza della figura della Vergine nella storia della salvezza e nella vita del popolo di Dio, e dopo le indicazioni del Vaticano II e dei sommi pontefici, sarebbe impensabile che oggi l'insegnamento della mariologia fosse trascurato: occorre pertanto dare ad esso il giusto posto nei seminari e nelle facoltà teologiche.
28. Tale insegnamento, consistente in una «trattazione sistematica», sarà: a) organico , inserito cioè adeguatamente nel piano di studi del curricolo teologico; b) completo , in modo che la persona della Vergine sia considerata nell'intera storia della salvezza, cioè nel suo rapporto con Dio; con Cristo, Verbo incarnato, salvatore e mediatore; con lo Spirito santo, santificatore e datore di vita; con la chiesa, sacramento di salvezza; con l'uomo - le sue origini e il suo sviluppo nella vita della grazia, il suo destino di gloria -; c) rispondente ai vari tipi di istituzione (centri di cultura religiosa, seminari, facoltà teologiche...) e al livello degli studenti: futuri sacerdoti e docenti di mariologia, animatori della pietà mariana nelle diocesi, formatori di vita religiosa, catechisti, conferenzieri e quanti sono desiderosi di approfondire la conoscenza mariana.
29. Un insegnamento così impartito eviterà presentazioni unilaterali della figura e della missione di Maria, a detrimento della visione d'insieme del suo mistero, e costituirà uno stimolo per ricerche approfondite - attraverso seminari e l'elaborazione di tesi di licenza e di laurea - sulle fonti della rivelazione e sui documenti del magistero. Inoltre i vari docenti, in una corretta e feconda visione interdisciplinare, potranno utilmente rilevare nello svolgimento del loro insegnamento gli eventuali riferimenti alla Vergine.
30. E' necessario quindi che ogni centro di studi teologici - secondo la propria fisionomia - preveda nella Ratio studiorum l'insegnamento della mariologia in modo definito e con le caratteristiche sopra enunciate; e che, di conseguenza, i docenti di mariologia abbiano una preparazione adeguata.
31. A questo proposito è da rilevare che le «Norme applicative» della costituzione apostolica Sapientia christiana prevedono la licenza e la laurea in teologia con specializzazione in mariologia.
Il servizio della mariologia alla pastorale e alla pietà mariana
32. Come ogni disciplina teologica anche la mariologia offre un prezioso contributo alla pastorale. A questo proposito la Marialis cultus sottolinea che «la pietà verso la beata Vergine, subordinatamente alla pietà verso il divin Salvatore e in connessione con essa, ha un grande valore pastorale e costituisce una forza innovatrice del costume cristiano». Inoltre, essa è chiamata a dare il suo apporto nel vasto campo dell'evangelizzazione.
33. La ricerca e l'insegnamento della mariologia, e il suo servizio alla pastorale tendono alla promozione di un'autentica pietà mariana, che deve caratterizzare la vita di ogni cristiano e particolarmente di coloro che si dedicano agli studi teologici e si preparano al sacerdozio. La Congregazione per l'educazione cattolica intende attirare in special modo l'attenzione degli educatori dei seminari sulla necessità di suscitare un'autentica pietà mariana nei seminaristi, in coloro cioè che saranno un giorno i principali operatori della pastorale della chiesa. Il Vaticano II, allorché tratta della necessità per i seminaristi di una approfondita vita spirituale, raccomanda che essi «con fiducia filiale amino e venerino la beatissima vergine Maria che fu data come madre da Gesù Cristo, morente in croce, al suo discepolo». Da parte sua questa congregazione, in conformità del pensiero del concilio, ha più volte sottolineato il valore della pietà mariana nella formazione degli alunni del seminario: - nella Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis chiede al seminarista che «ami ardentemente, secondo lo spirito della chiesa, la vergine Maria, madre del Cristo, a lui associata in modo speciale nell'opera della redenzione»; - nella Lettera circolare su alcuni aspetti più urgenti della formazione spirituale nei seminari (6 gennaio 1980) osserva che «niente può, meglio della vera devozione alla vergine Maria, concepita come uno sforzo sempre più completo di imitazione, introdurre... nella gioia di credere», così importante per chi dovrà fare della propria vita un continuo esercizio di fede. Il Codice di diritto canonico, trattando della formazione dei candidati al sacerdozio, raccomanda il culto della beata vergine Maria, alimentato da quegli esercizi di pietà con cui gli alunni acquistano lo spirito di preghiera e consolidano la vocazione.
CONCLUSIONE
34. Con questa lettera la Congregazione per l'educazione cattolica vuole ribadire la necessità di fornire agli studenti di tutti i centri di studi ecclesiastici e ai seminaristi una formazione mariologica integrale che abbracci lo studio, il culto e la vita. Essi dovranno: a) acquisire una conoscenza completa ed esatta della dottrina della chiesa sulla vergine Maria, che consenta loro di discernere la vera dalla falsa devozione, e l'autentica dottrina dalle sue deformazioni per eccesso o per difetto; e soprattutto che dischiuda ad essi la via per contemplare e comprendere la superna bellezza della gloriosa madre del Cristo; b) alimentare un amore autentico verso la madre del Salvatore e madre degli uomini, che si esprima in genuine forme di venerazione e si traduca in «imitazione delle sue virtù» e soprattutto in un deciso impegno a vivere secondo i comandamenti di Dio e fare la sua volontà (cf. Mt 7,21; Gv 15,14); c) sviluppare la capacità di comunicare tale amore con la parola, gli scritti, la vita, al popolo cristiano, la cui pietà mariana è da promuovere e coltivare.
35. Infatti da una formazione mariologica adeguata, in cui lo slancio della fede e l'impegno dello studio si compongono armonicamente, deriveranno numerosi vantaggi: - sul piano intellettuale , perché la verità su Dio e sull'uomo, sul Cristo e sulla chiesa, viene approfondita ed esaltata dalla conoscenza della «verità su Maria»; - sul piano spirituale, perché tale formazione aiuta il cristiano ad accogliere e introdurre «in tutto lo spazio della propria vita interiore» la madre di Gesù; - sul piano pastorale, perché la madre del Signore sia fortemente sentita come una presenza di grazia dal popolo cristiano.
36. Lo studio della mariologia tende, come a sua ultima meta, all'acquisizione di una solida spiritualità mariana, aspetto essenziale della spiritualità cristiana. Nel suo cammino verso il raggiungimento della piena maturità del Cristo (cf. Ef 4,13), il discepolo del Signore, consapevole della missione che Dio ha affidato alla Vergine nella storia della salvezza e nella vita della chiesa, la assume come «madre e maestra di vita spirituale»: con lei e come lei, nella luce dell'incarnazione e della pasqua, imprime alla propria esistenza un decisivo orientamento verso Dio per il Cristo nello Spirito, per vivere nella chiesa la proposta radicale della buona novella e, in particolare, il comandamento dell'amore (cf. Gv 15,12). Eminenze, eccellenze, reverendi rettori dei seminari, reverendi presidi e decani delle facoltà ecclesiastiche, vogliamo sperare che i brevi orientamenti sopra indicati abbiano la dovuta accoglienza presso i docenti e gli studenti, perché si possano ottenere i frutti auspicati. Augurando sulle loro persone l'abbondanza delle divine benedizioni, ci professiamo devotissimi.
William card. Baum , prefetto. Antonio M. Javierre Ortas , arciv. tit. di Meta, segretario.
Roma, 25 marzo 1988.
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