Pontificia Academia Mariana Internationalis

X CONGRESSO MARIOLOGICO INTERNAZIONALE
Kevelaer, 11-17 settembre 1987

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Come nei congressi di Saragozza (1979) e di Malta (1983), anche a Kevelaer si sono incontrati teologi anglicani, luterani, riformati, ortodossi e cattolici per riprendere e continuare il dialogo ecumenico iniziato nei congressi precedenti sul ruolo di Maria nella comunione dei santi. Il dialogo si è svolto in spirito di fraterna comunione. Sulla base della comune eredità cristiana si riuscì raggiungere il seguente accordo. Per questo tutti i partecipanti ringraziano il Signore, da cui viene ogni dono perfetto (Gc 1,17). Siamo consapevoli delle differenze che persistono; la preghiera di Gesù per l'unità dei suoi discepoli (Gv 17,21) ci spinge a tenerle presenti in futuro.
Partiamo dal fatto che l'amore verso Dio e verso il prossimo è la forma di vita di ogni cristiano, che non può conoscere alcun limite. Essendo infinitamente amati da Dio, dobbiamo amare i fratelli (1Gv 3,16). In Cristo abbiamo conosciuto e accolto con fede l'amore di Dio (1Gv 4,16). Mediante l'effusione dello Spirito Santo riceviamo la grazia di rispondere a questo amore di Dio e di viverlo. Lo Spirito Santo che grida in noi «Abbà, Padre!» (Gal 4,6; cf. Rm 8,15), ci riunisce nell'unità del corpo di Cristo e ci trasforma in una comunità d'amore. Amare ed essere amati è
l'ambiente della nostra vita spirituale (1Cor 13,13).
L'amore verso Dio e verso il prossimo, come atteggiamento cristiano fondamentale, non viene distrutto dalla morte corporale. «L'amore non avrà mai fine» (1Cor 13,8). Esso determina il nostro essere definitivo nella comunione eterna con il Dio Trino e con tutti coloro che gli appartengono. Là vivremo come persone che amano e sono amate.
Riunito così dall'indistruttibile amore divino, il pellegrinante popolo di Dio si sente congiunto con coloro che in Cristo sono pervenuti alla perfezione. Il Capo di tutti è Cristo. «Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità» (Ef 4,16).
Coloro che hanno raggiunto la perfezione in Cristo - fra i quali va annoverata Maria sua Madre - amano in lui e con lui tutti quelli che si trovano ancora in terra. Espressione di questo amore è la loro preghiera per noi. Perciò dobbiamo essere riconoscenti.
La Sacra Scrittura attesta che l'azione storico-salvifica di Dio è rivolta alle persone e si svolge per mezzo di persone, dei suoi servi nell'Antico e nel Nuovo Testamento: i patriarchi, i profeti, Giovanni Battista, Maria e gli apostoli. La loro valorizzazione amorevole è parte integrante della fede cristiana e contribuisce alla sua vitalità. Perciò le confessioni di fede delle nostre Chiese rendono testimonianza di Maria, madre verginale di Gesù Cristo Figlio di Dio. Appunto la considerazione di Maria permette di rafforzare la nostra fede nel fatto che Dio estende la sua misericordia «su tutti coloro che lo temono» (Lc 1,50:
Magnificat).
Il nostro sguardo di fede su Maria e su tutti i santi è essenzialmente orientato alla lode dell'eterno Padre con il Figlio nello Spirito Santo. Confessiamo che Cristo è l'unico mediatore presso il Padre (1Tm 2,5). Maria, Madre di Dio, e i santi sono subordinati a Lui. Animato dallo Spirito Santo, il popolo di Dio in terra vuole unire la sua lode con Cristo e con tutti coloro che, in quanto giunti alla pienezza, gli appartengono.
Tutti i membri della Commissione ecumenica sono rimasti impressionati dalla viva esperienza della pietà del popolo cristiano venuto qui da vicino e da lontano. Questo ci ha stimolato nella fatica di ricercare ed esprimere la comune eredità cristiana riguardo a Maria, Madre di Dio. Come nei congressi precedenti i partecipanti della Commissione ecumenica firmano sotto la propria responsabilità. Essi sperano che il presente testo possa essere un contributo positivo al dialogo ecumenico.

firmato:

Wolfgan Borowsky, luterano
Franz Courth, SAC

Henry Chavannes, riformato
Theodore Koehler, SM

Hans Dùfel, luterano
Charles Molette,, Prel

Johannes Kalogirou, ort.sso
Càndido Pozo, SJ

Howard Root, anglicano
Eamon Carroll, O Carm
Pierre Masson, OP (segretario)

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