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Maria nella comunione dei santi
Dopo gli ultimi cinque congressi mariologici internazionali, anche quello di Malta (8-15 settembre 1983) ha offerto ad un gruppo di teologi anglicani, luterani, riformati e ordossi l'opportunità d'incontrarsi con un gruppo di teologi cattolici per riflettere sulla comunione dei santi e sul posto di Maria in essa. Con gratitudine al Signore per gli incontri precedenti e per le convergenze emerse, essi offrono al congresso le conclusioni del loro dialogo. 1. Tutti noi riconosciamo l'esistenza di una comunione dei santi, come comunione di coloro che sulla terra sono uniti a Cristo come membri vivi del suo Corpo Mistico. Il fondamento e il punto centrale di questa comunione è Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo e capo della Chiesa (Ef 4,15-16) per unirci al Padre e allo Spirito Santo. Questa comunione, che è comunione con Cristo e fra tutti quanti sono di Cristo, implica una solidarietà che si esprime anche nella preghiera vicendevole; questa preghiera dipende da quella di Cristo, il quale è sempre vivente per intercedere per noi (cf. Eb 7,25). Il fatto stesso che Cristo prega per noi in cielo alla destra del Padre, ci indica che la morte non rompe la comunione di coloro che durante la loro vita erano uniti con i vincoli della fratellanza in Cristo. Esiste dunque una comunione fra coloro che appartengono a Cristo, sia che abitino sulla terra, sia che, lasciato il corpo, abitino con il Signore (cf. 2Cor 5,8 e anche Mc 12,27). In questo contesto si comprende l'intercessione dei santi per noi, la quale esiste in modo simile alla preghiera che i fedeli fanno gli uni per gli altri. L'intercessione dei santi non va intesa come un modo di «informare» Dio delle nostre necessità. Nessuna preghiera può avere questo senso di fronte a Dio, la cui scienza è infinita. Si tratta di una apertura alla volontà di Dio per sé e per gli altri, di un esercizio dell'amore fraterno. All'interno di questa dottrina si comprende il posto che corrisponde a Maria Madre di Dio. È appunto la relazione a Cristo che, nella comunione dei santi, le conferisce un ruolo singolare d'ordine cristologico. Inoltre, la preghiera di Maria per noi va considerata nel contesto cultuale di tutta la Chiesa celeste descritto nell'Apocalisse, al quale la Chiesa terrena vuole unirsi nella sua preghiera comunitaria. Maria prega all'interno della Chiesa, come l'ha già fatto una volta nell'attesa della Pentecoste (cf. At 1,14). Quali che siano le nostre differenze confessionali non c'è nessun motivo che impedisca di unire la nostra preghiera a Dio nello Spirito Santo con quella della liturgia celeste, e specialmente con quella della Madre di Dio. Questo inserimento di Maria nel culto intorno all'Agnello immolato (aspetto cristologico), associata a tutta la liturgia celeste (aspetto ecclesiologico), sbarra la strada ad ogni interpretazione che sembri attribuire a Maria un onore dovuto a Dio solo. Inoltre, nessuno dei membri della Chiesa aggiunge qualcosa all'opera di Cristo, che resta sempre l'unica sorgente di salvezza; non è possibile prescindere da lui, né ricorrere ad un cammino più «comodo» di quello del Figlio di Dio per giungere al Padre. Nello stesso tempo è chiaro che Maria ha il suo posto nella comunione dei santi. Alla fine di queste riflessioni, vogliamo dare pubblica testimonianza dell'esperienza fraterna vissuta in questi giorni. Essa non si limita all'atmosfera nella quale il dialogo si è svolto, ma abbraccia tutta l'attività del Congresso e la stessa religiosità del popolo di Malta, che con la sua fervente preghiera con Maria ci ha accompagnati. Consapevoli che sono ancora parecchi i problemi teologici sui quali il dialogo dovrebbe esercitarsi, dichiariamo la nostra volontà di continuare le nostre riflessioni nel nome del Signore. Non è superfluo ricordare, come si è fatto alla fine della dichiarazione ecumenica del congresso di Saragozza (1979), che coloro che firmano come membri della commissione ecumenica del Congresso non impegnano che se stessi, benché abbiano lavorato con la preoccupazione costante di esprimere la fede delle rispettive Chiese.
firmato: Wolfgang Borowsky, luterano Franz Courth, SAC Henry Chavannes, riformato Theodore Koehler, SM John de Satgé, anglicano Càndido Pozo, SJ Joannes Kalogirou, ort.sso Charles Moiette John Milburn, anglicano Enrique Llamas, OCD Howard Root, anglicano Stefano De Fiores, SMM John Evans, anglicano Eamon Carroll, O Carm Pierre Masson, OP (segretario)
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