Pontificia Academia Mariana Internationalis

VIII CONGRESSO MARIOLOGICO INTERNAZIONALE
Saragozza, 3-9 ottobre 1979

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Come nei precedenti congressi mariologici, in questo Ottavo congresso mariologico internazionale tenuto a Saragozza, Spagna, dal 3 al 9 ottobre 1979, un gruppo di teologi ortodossi, anglicani, luterani e riformati si è riunito con dei fratelli cattolici. Il tema del Congresso: «Il culto mariano nel XVI secolo», ha offerto loro l'occasione di discutere questioni fondamentali circa il posto della Vergine nella dottrina e nella preghiera. In tal modo essi hanno scoperto parecchi dati comuni sulla Madre di Dio, più numerosi di quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Pensano di poterli formulare nel modo seguente:
Riconosciamo insieme che ogni lode cristiana è lode di Dio e di Cristo. Se lodiamo i santi, e in particolare la Vergine Maria come Madre di Dio, questa lode si compie essenzialmente a gloria di Dio che «glorificando i santi,corona i suoi doni» (prefazio latino dei santi). Questa lode si esprime nella liturgia, negli inni e nella vita dei fedeli. Ciò corrisponde alle parole del
Magnificat: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata». La pratica della lode alla Madre di Dio è divenuta una questione d'attualità per tutti i cristiani.
Riconosciamo come elemento comune alle tradizioni delle nostre Chiese, riguardo a Maria, l'importanza della
imitazione. Come si trova particolarmente già nel Magnificat, riconosciamo che Maria appare quale umile e santissima serva della volontà di Dio. Questa imitazione comporta in modo speciale il senso evangelico della povertà davanti a Dio. L'atteggiamento spirituale di Maria fu la sua risposta totale alla parola di Dio ed è divenuta così il tempio dello Spirito Santo che ha compiuto in lei l'incarnazione del Figlio di Dio (Lc 1,35-38).
Questa
venerazione della Madre di Dio, vissuta nelle nostre Chiese nelle diverse forme già ricordate, non è mai l'adorazione che è dovuta soltanto a Dio. Le distinzioni del II Concilio di Nicea (787) tra adorazione di Dio e venerazioni dei santi (proskynesis latreutiké e proskynesis timetiké) rimangono comunque decisive per tutti.
Il problema dell'invocazione e dell'intercessione di Maria è stato esaminato di nuovo in questo congresso. L'abbiamo considerato nel contesto della comunione dei santi. Come il cristiano può e deve pregare per gli altri, così pensiamo che i santi già pervenuti alla pienezza di Cristo, tra i quali Maria occupa il primo posto, possono pregare e pregano per noi peccatori che lottiamo e soffriamo in terra. Non perciò la mediazione sola ed unica di Cristo viene meno. Rimane da chiarire il senso dell'invocazione diretta dei santi, che vivono in Dio, invocazione che non è in uso in tutte le Chiese.
Oltre ai problemi teologici, comprendiamo le difficoltà psicologiche - nate da diverse eredità spirituali, come pure da differenze linguistiche e culturali - che si incontrano presso molti cristiani su questi problemi mariani e in particolare sull'uso della parola
culto nei riguardi di persone create. Il fenomeno non desta meraviglia. Infatti, questa parola (nella sua accezione latina) ha una storia abbastanza complessa: paradossalmente, Sant'Agostino aveva difficoltà a utilizzare la parola nei riguardi di Dio, poiché tale termine gli sembrava troppo profano. Attualmente, crediamo che la realtà è più importante delle parole. Per questo motivo abbiamo parlato piuttosto dei fatti in cui si manifesta l'atteggiamento cultuale.
È stata una felice esperienza per noi cattolici, ortodossi, anglicani, luterani e riformati trovare tanti punti di convergenza, anche se parecchi membri delle nostre Chiese non sono pronti ad accettarli. Le difficoltà d'ordine piuttosto emotivo che hanno diviso le nostra Chiese nel passato non devono in definitiva separarci nei nostri sforzi verso l'unità dei cristiani. Ciò non risolve tutte le questioni teologiche in sospeso, ma vogliamo continuare il dialogo e abbiamo fiducia nell'assistenza dello Spirito Santo.
Qui a Saragozza siamo stati sostenuti dalla preghiera dei fedeli. Ci auguriamo che la nostra ricerca ecumenica favorisca un avvicinamento comune alla Madre del Signore nella comunione dei santi.
I sottoscritti membri della commissione ecumenica del congresso impegnano evidentemente solo se stessi, ma essi hanno lavorato con la costante preoccupazione di esprimere la fede delle loro Chiese.
Essi sperano che questo documento possa essere un contributo al dialogo ecumenico. Sono lieti di offrirlo all'Ottavo congresso mariologico internazionale che si celebra a Saragozza.
firmato:

Joannes Kalogirou, ort.sso
Enrique llamas,
OCD
Peter Meinhold, luterano
Frederick Jelly, OP

A.M. Allchin, anglicano
Rene Laurentin

Max Thurian, riformato
Franz Courth, sac

Henry Chavannes, riformato
Heinz-Meinolf Stamm, OFM

Ulrich Wickert, evangelico
Eamon Carroll, O Carm

John de Satgé. anglicano
Charles Moiette

Wolfgang Borowsky, luterano
Adalbert Rebic

John Milburn, anglicano
Theodore Koehler, SM

Celestin Napiorkowski, OFM Conv.
Candido Pozo, SJ

Ignacio Ortiz de Urbina, SJ
Adolf Hoffmann, OP

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