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Ancora una volta alcuni teologi non-cattolici delle chiese: ortodosse, anglicane e protestante (compresi un rappresentante metodista e battista) hanno potuto partecipare al Sesto congresso mariologico internazionale, tenutosi a Zagabria dal 6 al 12 agosto. Essi erano impegnati a fornire il loro contributo scientifico al tema del congresso: «Il culto della Beata Vergine Maria dal VI all'XI secolo». Essi sono particolarmente riconoscenti per questa possibilità loro offerta di partecipare al congresso e di avere avuto occasione di uno scambio diretto di opinioni con i partecipanti cattolici, scambio che si è svolto anzitutto in un dialogo ecumenico in due sedute di più ore nei giorni 10 e 11 agosto. I lavori scientifici del congresso hanno messo in evidenza le molteplici direttrici dello sviluppo della mariologia e del culto mariano. È apparso evidente che va esaminata separatamente l'evoluzione della devozione mariana in Oriente e in Occidente, sebbene la devozione mariana, sia in Oriente che in Occidente, sia stata mossa precedentemente da un orientamento cristologico. Anche la preghiera della comunità, come è stata usata nella liturgia della messa, era rivolta dapprima al Padre e per il Figlio si chiedeva la sua grazia. Maria è stata, soprattutto in Occidente, venerata nella preghiera di lode e nelle invocazioni di intercessione nell'ufficio delle comunità monastiche e nelle preghiere dei singoli cristiani; mai tuttavia essa fu posta allo stesso livello del Padre e del Figlio, Anche nell'Oriente si fece netta distinzione tra la «latreia», dovuta a Dio solo, e la «proskynesis» e l'«aspasmos», attribuiti alla santa Theotokos. Questa evoluzione è apparsa chiaramente sotto diversi aspetti in numerose conferenze, per es. in quella su lldefonso da Toledo, sullo sviluppo della devozione mariana durante il periodo preso in considerazione, fino alla epoca di Anselmo da Canterbury, che fu trattato sotto diversi aspetti. In ultima analisi, la devozione mariana trova il suo fondamento nel posto unico della Madre di Dio nell'economia della salvezza e nella Chiesa in quanto comunione dei santi. È evidente che nella valutazione di questo sviluppo sono emerse talvolta notevoli differenze. Ma è stato possibile riconoscere insieme che là soprattutto dove la pietà mariana appariva legata alla relazione cristologica e dove la funzione della Madre di Dio era ancorata nella storia della salvezza in connessione con i dati biblici, appaiono i valori positivi, che oggi possono essere anche valorizzati in un dialogo ecumenico. È tuttavia certo che permangono aperte molte questioni riguardanti l'evoluzione del culto mariano. Indipendentemente da tutte le separazioni delle Chiese, la fede cristiana potrebbe trarre oggi, dalla considerazione critica dell'epoca studiata, orientamenti che conducono al suo approfondimento e purificazione, allo sviluppo di una unità di preghiera. I congressisti non-cattolici ci vedono in questo un compito ecumenico, e non dei meno importanti, per le Chiese oggi. Poiché il Sesto congresso mariologico internazionale ha chiesto ad essi di esprimere il loro pensiero a questo riguardo e li ha portati a un lavoro di cooperazione con i fratelli cattolici, essi sono profondamente riconoscenti e la loro speranza di un ravvicinamento tra le Chiese è stata rinforzata. Perché la loro unità in Cristo non è soltanto una mèta verso la quale essi si dirigono, ma anche un'esperienza da dove partono.
firmato: Dimitrije Dimitrijevic, ortodosso Peter Meinhold, luterano Tomislav Šagi-Bunic Theodor Koehler, SM Wolfgang Borowsky, luterano
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