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Mariologia francescana |
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Pontificia Academia Mariana Internationalis |
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L’Addolorata |
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Bernardino distingue il dolore della Vergine da quello di tutti coloro che erano presenti alla passione di Cristo. Il dolore di Maria inizia quando fu decretata la morte del figlio e aumenta sino a quando tutto è compiuto, perdurando nel sabato santo. La Vergine sul Calvario è confitta in croce con Cristo e trasformata in lui e Cristo con lei (Prediche della settimana Santa, Firenze 1425). Gesù guardando sua madre dice: chi potrà misurare la grandezza del tuo dolore per me? Madre mia, guardami ora, finché sono con te. Come potrai vedermi e udirmi quando sarò chiuso nel sepolcro? Con l’anima, ché l’anima mia sarà sempre unita alla tua per grazia. Si avvereranno così le parole di santo Simeone, che disse che io, per le mie acerbissime pene, avrei trapassato l’anima tua con una spada affilatissima (Prediche della settimana Santa, Firenze 1425). Bernardino mostra come il Figlio sulla Croce soffra anche per la madre: Gesù veduta la madre, pensa quanto dolore e pena egli ebbe per lei, oltre il dolore e la pena che aveva per sé (Prediche della settimana Santa, Firenze 1425). E rivolgendosi a lei: E’ necessaria una sola cosa, disse: io tuo figlio muoio atrocemente, e tu, madre mia, similmente muori con me, e similmente redimi il mondo, questo lo fai liberamente (Opera Omnia IV 559). Maria è unita al Figlio e similmente con lui muore sulla croce per la salvezza del mondo. Questa è un’idea chiara in Bernardino che riconosce a Maria il ruolo attivo di cooperatrice all’opera della redenzione. Per questo la Vergine afferma Io ricordo e credo, dolce figliuolo mio, che il mio sacrificio sia necessario insieme con il tuo (Prediche della settimana Santa, Firenze 1425). E ancor più Bernardino ricorda che quando Gesù affida la madre al discepolo vi è
Amore più a loro che a sé. Ove in questo mondo vi fu, vi è, o vi sarà qualunque grazia, questa viene da Maria. A questo punto, dato Giovanni, che obbedì con grande diletto, come figlio a Maria, tutte le grazie vennero in lei, e per mezzo di lei si ricevono perché ella è madre delle grazie; a lei deve ricorrere chi vuole grazia (Prediche della settimana Santa, Firenze 1425).
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