Mariologia francescana

Pontificia Academia Mariana Internationalis

Maria predestinata da tutta l’eternità

Per il senese Maria è la primogenita delle creature in quanto pensata nella mente di Dio prima di ogni altra per essere la Madre di suo Figlio. Nel divino decreto della creazione, Dio pensa all’incarnazione di suo Figlio e nel medesimo decreto pensa colei che ne sarà la Madre.

Per Bernardino sono tre le ragioni della creazione:

 

   - la comunicazione dell’amore divino fuori di sé;

   - l’esaltazione del Verbo fatto uomo;

   - la glorificazione di Dio attraverso il Figlio (Opera Omnia II, 340-352)

 

Nel piano divino Maria ha un suo posto fondamentale:

Il Padre la predestinò come Vergine degnissima, il Figlio la elesse per Madre, lo Spirito Santo la preparò come sede di tutte le grazie (Opera Omnia VI, 123).

Questa elezione era necessaria per la realizzazione del progetto divino: Dio aveva bisogno di una madre affinché il Figlio di Dio fosse anche figlio dell’uomo. Per poter generare nel tempo volle la collaborazione della Vergine. E, come Cristo venne per portare a perfezione la creazione, così anche Maria, dando alla luce il Perfezionatore, contribuì alla perfezione del mondo.

Sì davvero Dio nella creazione del mondo non creò nulla d’imperfetto, ma creò tutto perfetto, come la natura esigeva da loro: tuttavia il compimento dell’ultima perfezione sino al parto della Vergine viene estesa, e riservata alla sola Vergine. Davvero tutti gli enti cercavano di raggiungere un solo ente nobilissimo; .... in breve tutte le creature cercavano di raggiungere uno creato ottimo. Così che agli esseri imperfetti si provvide all’universo una donna benedetta sopra tutti: col cui unico suo parto portò ad ogni generazione la somma e ultima perfezione (Opera Omnia II, 379).

Il cammino dell’umanità verso la perfezione si dimostra pure dal fatto che se Dio conservò l’uomo fu grazie a Maria:

Per questa nobile creatura Dio salvò i progenitori dalla loro prima trasgressione (Gn 3), Noè dal diluvio (Gn 7); Abramo da essere ucciso dal re Chedorlaomer (Gen 14); Isacco da Ismaele (Gn 27); Giacobbe da Esau (Gn 12); il popolo giudeo dall’Egitto e dalla mano dell’empio Faraone (Es 12); e dal Mar Rosso (Es 14); dal deserto (Es 32) dalle mani di re tiranni e di Nabucodonosor (Dn 3); dalla schiavitù a Babilonia (Is 13);... tutte le liberazioni e le indulgenze fatte nell’Antico Testamento non dubito che Dio le abbia fatte solo per reverenza e rispetto di questa benedetta fanciulla, per cui Dio ab aeterno nella sua predestinazione la designò prima di tutte le sue opere (Opera Omnia II, 373-374).

Maria era l’attesa dall’umanità perché in lei si sarebbe realizzato il progetto divino. E quando fu la pienezza del tempo Dio fu rapito dalla bellezza di questa donna che lui stesso aveva creato.

Pertanto il Signore si lamentò della beata Vergine dicendo «Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa mia, tu mi hai rapito il cuore» (Cant. 4,9); dove la glossa dice: per amor tuo assunsi la carne, e alle prime ferite in croce hai rapito il mio cuore. Infatti fu la primogenita del suo Figlio: venne di più nel mondo per redimere lei, che per ogni altra creatura (Opera Omnia II, 376).

Bernardino è convinto che l’incarnazione e la redenzione si realizzano prima di tutto in Maria e per Maria. La sua vocazione ad essere la Theotokos, eleva la Vergine al più alto stato cui possa essere innalzato un essere vivente, e fu per questo che, a motivo della sua missione, ebbe il maggior numero di doni che potevano essere contenuti in una creatura, e divenne così l’«officina dello Spirito Santo»:

Lo Spirito Santo stesso corse incontro alla Vergine gloriosa riconoscendo la fornace del suo amore, e l’officina della sua stupenda operazione, nella quale e dalla quale è fabbricato il corpo mondissimo del Figlio di Dio (Opera Omnia VI, 170).