Mariologia francescana

Pontificia Academia Mariana Internationalis

Il Cuore di Maria

Bernardino divenne uno dei precursore della devozione al “Cuore immacolato di Maria”.

Il santo scrive:

Con quali parole, io uomo da niente, potrei manifestare i profondi sentimenti del cuore della Vergine espressi dalla santissima sua bocca, se non bastano a ciò le lingue di tutti gli uomini, e neppure quelle degli angeli? Il Signore non ha, infatti, detto: L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore (Lc 6, 45)? Fra i sempli­ci mortali chi si potrà pensare migliore di colei che me­ritò di diventare la Madre di Dio e che per nove mesi diede ospitalità nel suo cuore e nel suo seno a Dio stesso? E quale miglior tesoro dello stesso divino amore, del quale ardeva, come accesa fornace, il cuore della Vergine? E proprio da questo cuore, quasi dalla fornace del divino ardore, la beata Vergine, tirò fuori delle buone parole, cioè delle parole le più ardenti di amore. Come, infatti, da un vaso pieno di eccellente vino non si può tirare che del buonissimo vino, e come da una fornace ardente non si possono tirare che dei carboni capaci di provocare l’incendio, così dal cuore di Maria non potettero uscire che parole piene di eccellente amore e di un ardore tutto divino (Opera Omnia VI, 123).

Che cosa uscì dunque dal cuore alla Vergine? Bernardino elenca le “sette parole” che Maria pronunciò nel Vangelo:

Ora di Maria non sono riferite che sette parole. Ella parlò due volte con l’Angelo, due volte con Elisabetta, due volte con il suo Figliuolo e una volta con i servi nelle nozze di Cana. E’ proprio della donna saggia e della matrona parlar poco, ma solidamente e sentenziosamente. Con l’Angelo pronunziò queste parole: Come è possibile? Non conosco uomo...; Ecco la serva del Signore. Con Elisabetta: L’anima mia magnifica il Signore.... Col Figlio, nel tempio: Figlio, perchè ci hai fatto questo?, e nelle nozze di Cana: Non hanno più vino. Ai com­niensali delle suddette nozze: Fate quello che vi dirà (Opera Omnia VI, 124).

Le parole di Maria – continua il senese – corrispondono a sette atti d’amore.

Esse sono state pronunziate in un ordine che ne indica il progresso:

 

1. la prima è la parola dell’amore separante,

2. la seconda dell’amore trasformante,

3. la terza dell’amore comunicante,

4. la quarta dell’amo­re giubilante,

5. la quinta dell’amore assaporante,

6. la se­sta dell’amore compaziente;

7. la settima dell’amore con­sumante.

 

L’amore separò Maria dal peccato e la consacrò a Dio, trasformò il suo cuore e gli comunicò la sua grazia, generò Dio stesso dentro di lei, tanto che il cuore di Dio cominciò a battere con un cuore umano, e l’amore di Dio per l’umanità si incontrò proprio nei cuori della madre umana e del Figlio divino.

L’intima unione dei due cuori trasformò Maria in ardente carità, per cui le sue azioni come le sue parole emanavano la ricchezza d’amore di cui era pieno il suo cuore. Così la Vergine serbava in esso tutte le esperienze della sua vita di comunione con il Cristo, tanto che il suo cuore divenne la sede dell’amore divino.