Mariologia francescana

Pontificia Academia Mariana Internationalis

Papa Giovanni Paolo II scrisse di Bernardino:

Rimasto orfano fin dalla sua tenera età, fu educato a Siena in una profonda e illuminata fede cristiana, cosicché egli, giunto alla giovinezza, desiderò consacrarsi totalmente a Gesù nella vita religiosa e sacerdotale per dedicarsi in modo essenziale a far conoscere al più gran numero di fratelli il Cristo amico e redentore.

A ventidue anni, dopo un’esperienza di impegno sociale e caritativo con pochi altri giovani senesi, durante la peste che stava spopolando la città, egli fece domanda di entrare fra i Frati Minori. Scelse il gruppo che stava ormai rinnovando l’Ordine nel ritorno all’osservanza rigida ed austera, rifiorita a Brogliano con frate Pauluccio Trinci da Foligno e poi con frate Giovanni da Stroncone. La sua esperienza eroica di carità fra gli appestati e l’istintiva carica di “operatore di pace” e di esemplare custode della castità tra i giovani di Siena, nello Studio della città e nella Compagnia di S. Maria della Scala, furono il migliore biglietto di presentazione per ottenergli l’accettazione tra i Francescani.

Diventato sacerdote nell’ordine di san Francesco, per ben dodici anni volle ancora studiare e raccogliere materiale biblico, teologico, morale, ascetico, mistico per essere ben preparato a svolgere in modo degno e soddisfacente la sua missione di predicatore.

Nel 1417, incominciando da Genova, partì per la sua vasta ed intensa opera, percorrendo il nord e il centro dell’Italia, annunziando a tutti con ardore e con passione l’amore di Cristo e diffondendo dovunque la devozione al nome di Gesù (Insegnamenti III/2 [1980] 491).

Dai biografi sappiamo che quasi subito iniziò a dirigere i suoi confratelli come Superiore locale e provinciale, in Toscana ed in Umbria, finché coronò il suo “servizio ai fratelli” come Vicario generale dell’Osservanza. Furono circa trecento i conventi da lui rinnovati o accettati fra gli Osservanti, qua e là per l’Italia.

Come da laico aveva stimolato gli amici alle opere di carità e di eroica assistenza sociale, così da religioso seppe infondere nei Confratelli l’ardore del suo zelo nel seguire le orme del “Poverello” sulla strada del radicalismo evangelico. Il fascino della sua personalità conquistava quanti lo avvicinavano. Quanto più chiara era la presentazione che egli faceva delle esigenze austere della Regola, tanto maggiore era il fervore con cui essi correvano dietro il maestro, nel desiderio di emularne le virtù (cf. Holzapfel H. Manuale historiae OFM, Friburgi Brisgoviae, 1909, pp. 81-85)

In tal modo il movimento dell’Osservanza, iniziato con i fratelli laici, diventa con San Bernardino una nuova forza di spiritualità e di cultura, che stimola tutto il francescanesimo a vincere le debolezze umane, le stanchezze dell’assuefazione, e ne favorisce il rifiorire con un folto numero di giovani studenti universitari, impegnati nello studio della teologia, della morale, del diritto, e nell’apostolato popolare in tutta Italia. Tra questi spiccano gli amici intimi di Bernardino: san Giovanni da Capestrano, san Giacomo della Marca, il beato Alberto da Sarteano ed altri molti, in Umbria, in Toscana, nelle Marche, in Italia e fuori Italia. E “bernardini” si chiameranno gli Osservanti di alcune regioni d’Europa, come ad esempio nella mia patria, la Polonia.

Bernardino, uomo riuscito e religioso esemplare, resta nella storia della cristianità soprattutto come apostolo. Predicatore itinerante come Cristo, come gli apostoli, egli fece del pulpito la sua cattedra. Egli fu il più grande predicatore popolare dell’epoca, tanto che il Quattrocento fu definito “il secolo di San Bernardino”. In molte parti dell’Italia centrale e settentrionale sorgono altari, oratori, templi, eretti in memoria delle sue predicazioni e dei suoi miracoli. Ammirato dai semplici come dai dotti, dai magistrati come dagli uomini di Chiesa, Bernardino fu richiesto come vescovo a Siena, a Ferrara, ad Urbino. Egli rifiutò sempre, per mantenere la libertà di portare la sua parola ovunque ne fosse richiesto, essendo intimamente convinto di aver ricevuto da Dio la chiamata a questo ministero, e non ad altro.

Dal suo esempio e dalla sua parola detta o scritta fu rinnovata la predicazione italiana. Ne restano documenti nei volumi delle sue “Prediche volgari”, tenute a Firenze e a Siena, negli schemi di sermoni latini, che egli stesso o i suoi discepoli raccolsero a servizio degli altri predicatori, nelle opere di teologia morale o ascetica, stese per la scuola e per la vita dei suoi Confratelli (Insegnamenti III/2 [1980] 567)

Egli fu l’inventore e il propagatore del telegramma “IHS” (Ihesus), che fece dipingere in oro su delle tavolette, con tutt’attorno dei raggi, ai quali attribuiva particolari significati simbolici. Con questo mezzo fra Bernardino diffuse ovunque passava la devozione al santissimo Nome di Gesù, già praticata in monasteri e conventi da secoli, ma che ora diventava un bene comune del popolo cristiano.

Anche oggi sulle porte di molte chiese e di molte case, come anche di antichi palazzi pubblici, in molte città d’Italia, si vedono scolpiti quegli stemmi col Nome di Gesù (Insegnamenti III/2 [1980] 504-511).

Tema fondamentale della predicazione del nostro Santo fu anche quello della devozione alla Vergine Maria, considerata soprattutto come Madre di Dio e Mediatrice di perdono e di grazia. San Bernardino medita, assaporandole, le pagine del Vangelo che parlano della Madonna, ne commemora le feste, ne commenta i titoli, ne illustra i misteri, a cominciare da quello della sua Concezione immacolata fino a quello della sua gloriosa Assunzione al Cielo.

Gli esempi della sua vita gli offrono lo spunto per sempre nuove applicazioni morali, che egli propone alle varie categorie di persone, ma in particolare ai giovani ed alle fanciulle, con tale fervore di sentimento e freschezza di parole e di immagini da suscitare l’adesione entusiasta dell’uditorio. A tutti egli chiede con insistenza di ricorrere fiduciosamente alla materna intercessione di Maria, la cui parola tanto può sul cuore di Dio: “Dunque pregheremo lei che preghi il suo dolce Figliolo Gesù che, per i suoi meriti, ci dia grazia in questo mondo, perché poi nell’altro ci dia la gloria infinita”. (S. Bernardino da Siena, Prediche volgari, Firenze 1940, vol. II, p. 420) (Insegnamenti III/2 [1980] 572)

Concludo affidandovi alla Vergine Maria, di cui san Bernardino fu devotissimo e che si può dire ogni giorno egli andò annunziando per l’Italia. Rimasto orfano della mamma, volle scegliere come madre la Madonna e a lei sempre rivolse il suo affetto, in lei sempre confidò totalmente. Egli, si può affermare, divenne il cantore della bellezza di Maria e predicando con ispirato amore la sua mediazione, non ebbe timore di affermare: “Ogni grazia che viene data agli uomini, procede da una triplice ordinata causa: da Dio passa a Cristo, da Cristo passa alla Vergine, dalla Vergine viene data a noi” (S. Bernardino da Siena, Sermo VI, in festis B.V.M. de Annun., a.1, can. 2) (Insegnamenti III/2 [1980] 495).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nasce a Massa Marittima nel 1380

Muore a L’Aquila nel 1444

Canonizzato nel 1450

Divenne il cantore della Bellezza di Maria

Giovanni Paolo II

 

Dal predicare Maria e dalla fiducia nella sua intercessione dipende la salvezza di tutti. E così sappiamo che San Bernardino da Siena santificò l’Italia

S. Alfonso M. de Liguori

 

Ogni giorno Bernardino si recava davanti

a un'immagine della sua regina per dichiararle il suo amore in teneri colloqui e, a chi gli domandava dove andasse ogni giorno, rispondeva che andava a trovare

la sua innamorata.

S. Alfonso M. de Liguori

 

San Bernardino da Siena dice che Dio non distrusse il genere umano dopo il peccato per l'amore singolare che nutriva per questa sua futura figlia. Il santo aggiunge di non dubitare che tutte le grazie di misericordia e di perdono ricevute dai peccatori nell'antica legge, Dio le abbia concesse "soltanto in considerazione e per amore di questa Vergine benedetta".

S. Alfonso M. de Liguori

 

San Bernardino da Siena pensa che

il Signore parlasse appunto di quest'arcobaleno quando disse a Noè:

"Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra.

Io lo guarderò per ricordare

l'alleanza eterna" (Gn 9,13.16).

"Maria, dice san Bernardino, è quest'arco dell'eterna alleanza". "Come alla vista dell'arcobaleno Dio si ricorda della pace promessa alla terra, così alle preghiere di Maria rimette ai peccatori le loro offese e stringe con essi la pace".

S. Alfonso M. de Liguori